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Gioia per Joyce
Maggio 2020
 

Joyce nasce quattordici anni fa nella Repubblica Democratica del Congo.
Come tutti i bambini, è vivace, sorridente, dagli occhi grandi e luminosi.
Ma a differenza dei suoi coetanei, il piccolo Joyce, già dai primi anni di vita, comincia a manifestare dei problemi di salute. Ha difficoltà a respirare, è spesso stanco.
Il bambino viene sottoposto a numerose visite e controlli.  I medici locali parlano di malaria e cercano di alleviare i suoi malanni con i rimedi utili contro la malattia infettiva.
Gli anni passano e il piccolo Joyce sta sempre peggio. Si intensificano gli accertamenti che portano purtroppo ad una diagnosi terribile: Joyce soffre di tetralogia di Fallot, una malattia congenita che altera la struttura del cuore e ne compromette il funzionamento.
Il Professor Senga, docente dell’Università di Kinshasa presso il Dipartimento di Cardiologia, collaboratore di lungo corso della Pediatria di Kimbondo, prende in cura il bambino.
A Kinshasa purtroppo non ci sono strutture ospedaliere con dotazione tecnologica di livello avanzato necessarie per effettuare l’intervento chirurgico al cuore. Il Professore si mette in contatto con diversi ospedali europei che si rifiutano di intervenire.  La malattia è in uno stadio avanzato e le possibilità di guarigione sono veramente poche.
È una corsa contro il tempo. Il bambino cresce e la situazione peggiora. Le crisi respiratorie sono sempre più frequenti e più forti, tanto che Joyce è costretto ad accovacciarsi quando è a corto di fiato.
Nell’ottobre 2019 arriva a Kinshasa Iole Sacchi Cisnetto, presidente della Fondazione InSé Onlus, da oltre quindici anni impegnata nella Repubblica Democratica del Congo.
Forte dell’esperienza maturata negli ultimi anni in progetti di natura simile con altri bambini affetti da gravi patologie non operabili nel loro paese di origine, la Fondazione regala una speranza di vita al bambino. Il caso viene sottoposto all’équipe dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che propone di effettuare un intervento fondamentale per il futuro di Joyce.
Il bambino, accompagnato dal papà, arriva in Italia in piena emergenza Covid-19.
Ma ciò non ferma l’apparato medico e sanitario.
Gli esami preoperatori mettono in evidenza un grave problema dentario da affrontare prima dell’intervento chirurgico.
Il Dottor Cirotti, volontario dentista, mette a disposizione il suo studio e con l’aiuto di un anestesista opera il bambino.
Dopo tre settimane da questo intervento, Joyce viene sottoposto all’operazione di correzione cardiochirurgica. Reagisce positivamente, mostrando una tenacia e una forza sorprendenti.
Le sue condizioni migliorano velocemente, i progressi sono inaspettati ed evidenti.
Oggi Joyce sta bene e all’inizio di giugno potrà rientrare in Congo e finalmente riabbracciare la mamma e il fratellino.


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